Dopo il sì dalla Margherita, Ravaioli parla del futuro

Dopo la conferma del sostegno da parte della Margherita riminese per la terza candidatura a sindaco, Alberto Ravaioli fa il punto della situazione su linee e progetti per il futuro con un intervento che pubblichiamo: “La cultura del vivere di rendita e sulla rendita non può e non deve appartenere a questa città perché antitetica alla sua storia, alla sua natura, alla sua vocazione: non avremo timore, allora, di spenderci in progetti ampi, ambiziosi persino grandiosi.
Lo faremo coinvolgendo, discutendo, confrontandoci sistematicamente, con le migliori forze di Rimini - sociali, intellettuali, economiche - sapendo che da esse arriverà uno straordinario contributo di idee al rafforzamento dell’anima cosmopolita e multietnica riminese. Come i pionieri non saremo prigionieri dei dubbi, schiavi delle etichette: il nostro motto non sarà "ognuno per sè" ma "tutti per la causa comune"’.

Questo è, testuale, uno dei passaggi dell’introduzione alla lettera programmatica "Noi siamo, noi dobbiamo", da me redatta e consegnata ai partiti dell’Unione nel mese di settembre 2005. Non posso che partire da qui per commentare la pubblica uscita del "sogno collettivo". Ne apprezzo infinitamente lo spirito; e lo spirito oggi deve sopravanzare qualsiasi distinguo e qualsiasi riflessione più pratica. Si chiede ai candidati di esprimersi chiaramente su questi temi, che sono principalmente quelli del governo del territorio e dello sviluppo di Rimini inteso non come crescita quantitativa ma qualitativa.

Bene, con serena chiarezza torno a sfogliare il documento "Noi siamo, noi dobbiamo" che, per quanto mi riguarda, insieme al programma costruito con l’arco più ampio possibile delle forze dell’Unione sono e saranno impegni con i cittadini molto più stringenti di ogni altra cosa. Se mi permettete, cito alcuni passi della mia lettera programmatica:

1) Al quanto e al tanto già realizzato deve seguire una fase che in parte deve essere di completamento delle infrastrutture progettate e in parte ha il compito di aprire un ciclo nuovo in grado di costruire e produrre quella ricchezza - economica, sociale, culturale, ambientale - i cui benefici si riversano sull’intera comunità;

2) Noi siamo per la Rimini capace di sperimentare soluzioni innovative e efficaci per definire un modello di integrazione più alta, dove la tutela e la valorizzazione dell’uomo- da qualunque parte del mondo esso provenga, qualunque sia la sua condizione e cultura - si sposi al rispetto delle regole, all’affermazione della legalità quali collante indispensabile del vivere civile.

3) Noi siamo per la Rimini che favorisce la creazione di opportunità di lavoro, difende i diritti dei lavoratori e individua insieme ad essi e alle rappresentanze sindacali le forme di tutela più efficaci e in linea con la volontà di sviluppo di tutta la comunità.

4) Noi siamo per la Rimini capace di far emergere e di valorizzare le intelligenze più creative e più vivaci nell’ambito culturale, artistico, scolastico universitario, coinvolgendole pienamente nei processi di innovazione e miglioramento della città.

5) Noi siamo per la Rimini che contrasta la cultura della rendita, da qualunque parte essa provenga, perché essa favorisce la peggiore conservazione e soffoca le idee, consolida le disuguaglianze.

6) Noi siamo per la Rimini che non tutela rendite di posizione ma favorisce la competizione rispettosa delle regole.

7) Noi siamo per la Rimini consapevole che il territorio è fonte di ogni ricchezza e dunque fonda l’architrave del suo futuro sulla sicurezza territoriale.

8) Noi siamo per la Rimini che crede che il nuovo piano del futuro sia il piano che non consuma il territorio ma lo recupera e lo riqualifica, con l’obiettivo della qualificazione ecologica della città e della rigenerazione ambientale e territoriale, a partire dal mare.

9) Dobbiamo continuare a investire nella cultura e nella tutela dei beni artistici e storico - monumentali, sapendo che essi sono elementi primari nel processo di identità e riconoscimento nella comunità dei cittadini e quindi aspetti fondamentali per l’offerta di ospitalità e accoglienza. La cultura è comunque perno che caratterizza lo sviluppo sociale di una comunità elevandone il livello di civiltà. Al riguardo il progressivo processo di recupero dei luoghi e segni storici, nella città e nel forese, può consentire di tracciare un significativo itinerario storico - culturale attraverso i secoli, una sorta di "museo all’aperto" con valenze anche naturalistiche

10) C’è chi ha detto: “Un uomo pubblico deve accettare lo scarto tra ciò che vorrebbe e ciò che è possibile”. Con la stessa umiltà e consapevolezza della complessità del compito ma anche con l’intima convinzione di avere svolto sinora pienamente l’incarico affidato dai riminesi nel maggio 2001 e con un grande entusiasmo per quanto ci attende da qui al 2011, chiedo alle forze e agli uomini di centrosinistra di esprimere le proprie valutazioni su questa mia riflessione. Ogni approfondimento, ogni contributo, ogni analisi, ogni critica costituirà un elemento prezioso per la costruzione di quel programma di governo sul quale il centrosinistra chiederà ai cittadini riminesi di rinnovare la fiducia.

Io credo che questo, alla stessa maniera e con la medesima intensità dei contributi già redatti o in via di redazione da parte dei partiti dell’Unione, vada nella giusta direzione percorsa dalla lettera aperta del "sogno collettivo". In questo senso sono stato e sarò ancora di più un interlocutore attento di quelli che - lo dico senza ambiguità di sorta - non sono i bisogni di una parte della città ma dell’intera città. Il confronto sarà puntuale, aperto, costante, profondo, sincero. Ed è nella fase di confronto che entreremo nel merito delle iniziative pratiche da attuare, a partire da un esame altrettanto completo, informato, sereno del lavoro fatto sinora. Non c’è viatico migliore per Rimini che contare su un’anima collettiva unita sugli obiettivi. Un’anima che vince la sfida del futuro perché capace di cogliere anche le riflessioni critiche come contributi alla costruzione del progetto di città, senza farsi influenzare dal pessimismo immotivato e gratuito di chi sostiene che "il futuro non è più quello di una volta". Avanti, il cammino può e deve continuare.

Rimini, 11 gennaio 2006

 

 

TERRITORIO, LA QUALITA’ DI UNA CITTA’

 


All’indomani dell’incontro organizzato dai ‘sognatori’ e tenendo conto delle valutazioni espresse dai partiti della coalizione di governo cittadino, sono due le principali indicazioni che colgo a sostegno della redazione del programma di mandato del centrosinistra riminese. La prima è di ordine metodologico: cercare spazi e forme anche inedite per stimolare una partecipazione ampia e diffusa alla cosa pubblica. 
La seconda è di carattere sostanziale: gestire il territorio attraverso strumenti qualitativamente alti e innovativi. Comincio da una riflessione su questo secondo aspetto. 
E’ lampante come si stia esaurendo la lunga fase che potremmo definire per comodità come "Prg Benevolo". Senza entrare nel terreno dei meriti e delle colpe, dell’ortodossia e dei tradimenti, della storia della città e delle storie individuali, non si può non riconoscere che in dieci anni quell’impostazione (prima culturale che tecnica) con ogni sua derivata sia stata superata. Sono subentrate nuove normative in primis regionali, sono state perfezionate nuove ‘cornici’ in ambito provinciale (Ptcp) ma soprattutto è diventata patrimonio comune del centrosinistra una convinzione di fondo: il territorio è fonte di ogni ricchezza e architrave del futuro e per questo il progetto di città su cui convergiamo è quello che non consuma il territorio ma lo recupera e lo riqualifica. 

La sfida da vincere a Rimini è una: finita la fase quantitativa, bisogna animare una nuova stagione urbanistica, fatta di strumenti meno generici e più articolati nella definizione dei beni da tutelare, valorizzare, riusare e più adeguati nell’individuare standard urbanistici in grado di rispondere alla complessità del territorio riminese, alle esigenze primarie di mobilità, infrastrutture, servizi, verde, risanamento ambientale. E’ chiaro che la realizzazione del Piano strutturale comunale (Psc) è la pietra angolare di questo ragionamento e l’iniziativa da attivare nelle sue forme più complete e rigorose già nei primi 100 giorni di governo del prossimo mandato amministrativo. Io credo essere un obiettivo irrinunciabile per il centrosinistra che si candida consapevolmente e responsabilmente a governare Rimini approvare il Piano strutturale entro un anno dall’insediamento. 

E’ un impegno che personalmente e a nome della coalizione sento di assumermi perché convinto che grazie a questo segnale programmatorio in costante e puntuale relazione con gli Enti sovraordinati (Provincia, Regione) sarà possibile aprire la porta a quegli strumenti (es. piano strategico, società di trasformazione urbana) che garantiranno uno sviluppo equilibrato e importante per Rimini, coerente con il perseguimento dello sviluppo sostenibile, pur non facendo leva sull’espansione quantitativa. Serve per l’oggi e ancor più serve per il domani visto che tutti noi vogliamo che i nostri figli e i nostri nipoti crescano e vivano in un luogo ricco di spazi, parchi, verde, opportunità di incontro. 
E qui mi riallaccio alla prima indicazione: la partecipazione. 
Da parte dell’Amministrazione Comunale deve essere altrettanto rigoroso nella tempistica (penso ancora all’agenda dei famosi ‘100 giorni’) l’impegno per realizzare politiche attive di valorizzazione della discussione per la tutela del territorio e dell’ambiente. Le forme tradizionali di coinvolgimento e informazione oggi non esauriscono più la portata del dibattito e dunque è necessario trovarne di nuove. Una soluzione metodologica a portata di mano potrebbe essere il format di ‘Agenda 21’. Ampliata nei contenuti e più convinti nella sua attuazione, una ‘Agenda Rimini Territorio’ (ART) nella quale alimentare il confronto diffuso sui temi urbanistici e ambientali portando anche esperienze esterne potrebbe essere una efficace soluzione. 

In ogni caso, per noi la strada è questa e va fissata nel programma della coalizione con serenità, coscienza, desiderio di massima apertura. Tre elementi che fanno parte dell’anima del centrosinistra.

Alberto Ravaioli
 
 

 

Un posto al nido per ogni bambino di Rimini: 
il patto sociale per la prima infanzia


 

Nel programma dell’Unione ‘Per il bene dell’Italia’ spicca per centralità il capitolo sull’educazione scolastica che già nel ’96 compariva ai primi posti della proposta programmatica di Romano Prodi. Tra le priorità viene indicata per la fascia di età 0-6 anni il ‘potenziare l’offerta educativa, progettandola in un’ottica di continuità. Vogliamo inoltre incrementare fortemente l’offerta quantitativa e l’utenza degli asili nido entro la fine della legislatura’. 

Il programma di governo per Rimini 2006-2011 non può che percorrere e ampliare questa linea del centrosinistra nazionale, avendo un obiettivo inderogabile: un posto al nido per ogni bambino di Rimini. 

Non è uno slogan ma la riflessione ragionata e ponderata di un percorso amministrativo, cominciato nel 1999, proseguito nel 2001 e riempito di molte cose già realizzate e programmate sino al 2008. Provo a sintetizzare: nel 1999 i posti nei nidi comunali (fascia di età 0-3 anni, tradizionalmente la più nevralgica) erano 317 per una percentuale di copertura pari al 10%, contro il 20% della media dei capoluoghi in regione, una distanza sedimentata in un lungo tempo per ragioni diverse. Per l’anno scolastico 2006/2007 i posti nei nidi comunali di Rimini sono 558 per una copertura del servizio che sfiora il 19%. Non solo, entro l’estate 2007, saranno conclusi interventi (4 sezioni in via di Mezzo, 3 al polo dell’infanzia a Viserba e 2 a San Lorenzo in Correggiano) per una disponibilità ulteriore di 128 posti che porteranno il totale a 686. Nel Piano triennale degli investimenti, entro il 2008 è programmata la realizzazione di nuove strutture (raddoppio Santa Aquilina, Istituto San Giuseppe, Villaggio I° Maggio, Peep Orsoleto, Viserbella, nido ‘Ceccarini’) per nuovi 176 posti. In aggiunta ai 123 messi a disposizione dai privati convenzionati entro due anni raggiungeremo la soglia di 985 per una percentuale di copertura del 25.7%, tenendo conto anche dell’incremento previsto per la popolazione 0-3 anni. Per le scuole dell’infanzia, fascia di età 3-6 anni, già oggi abbiamo una copertura pressoché totale, con i 1222 posti nelle strutture comunali (34.9%), 669 nelle statali (19.1%) e paritarie (46%). Anche in questo caso, l’offerta è stata incrementata attraverso l’impegno dell’Amministrazione Comunale che ha adattato spazi per ampliare la disponibilità di 5 sezioni nelle scuole dell’infanzia statali. Nelle aree di espansione abitativa a fianco delle sezioni di nido sopraindicate come Viserba, Viserbella e Orsoleto si realizzeranno ulteriori nuovi spazi per la fascia 3- 6 anni che porteranno a un incremento di 9 sezioni in grado di ospitare circa 230 bambini. Aumento anche questo necessario per rispondere alla crescita prevista della popolazione in quelle aree.

Ma tutto ciò non esaurisce il nostro compito per quel che riguarda in particolare i servizi da 0 a 3 anni: benché l’offerta di 985 posti che si realizzeranno entro il 2008 già esaurirebbe la domanda attuale, occorre lavorare tenendo conto dell’incremento che la domanda potrà subire nei prossimi anni, così come si è verificato negli ultimi anni. Per questo serve individuare un orizzonte più ampio e partecipativo per una questione tanto delicata, inerente il futuro di una città che crede nella filosofia del ‘conoscere per crescere’. 

Nell’accordo di sviluppo o di governance che l’Unione dovrà siglare con le forze pubbliche e private riminesi avrà un ruolo centrale il ‘patto sociale per la prima infanzia’. L’Ente pubblico, infatti, dovrà coinvolgere tutti i soggetti significativi sul territorio per raggiungere insieme questo obiettivo, cercando quindi di coinvolgere le grandi aziende e industrie locali, le altre istituzioni (Asl, Questura eccetera) e le centrali cooperative. Modalità diverse per un unico, fondamentale fine. Si tratta di individuare le forme più efficaci che potrebbero riguardare il reperimento di spazi o la costruzione di nuove strutture o la disponibilità alla gestione, avendo sempre come riferimento prioritario la qualità del servizio e i rapporti con il Coordinamento pedagogico, così come stabilito dalla Legge regionale n. 8 del 2004. Mi interessa però rimarcare come nell’accordo per la governance di Rimini l’Unione dovrà inserire questo capitolo dedicato all’educazione: investire nella scuola è la maniera corretta per garantirsi un futuro migliore, consentendo a tutti i cittadini fin dai primi mesi di vita di accedere al servizio.

Alberto Ravaioli
 

 

LE POLITICHE PER LA SOSTA:
LA RISPOSTA INTEGRATA

 
 
Tra le sfide decisive che attendono Rimini nei prossimi 5 anni ai primissimi posti c’è la viabilità; all’interno di tale tematica, un capitolo decisivo lo ricoprono le politiche della sosta. Preferisco questa espressione piuttosto che la mera indicazione ‘parcheggi’ perché l’approccio al problema non può non discendere da una programmazione rigorosa e sistematica che abbia nella ricucitura della mobilità, nella sua sostenibilità, nell’innalzamento della qualità ambientale (decongestione di spazi e decremento dell’inquinamento) e nella sicurezza i quattro cardini inderogabili. Occorre una risposta integrata dentro un piano della mobilità chiaro nelle priorità, sapendo che per una città come Rimini l’accessibilità è un fattore fondamentale di successo. Le politiche della sosta sono strumento della pianificazione complessiva della mobilità e dunque in definitiva della gestione del territorio. Ne conseguono soluzioni (leve) articolate su diversi livelli che comunicano tra loro e fanno riferimento agli obiettivi già accennati. In rapida sintesi.

Prima leva: l’ampliamento della dotazione delle aree di sosta. L’obiettivo della legislatura 2006-2011 è quello di realizzare direttamente e in collaborazione con il privato 3700 nuovi posti auto a servizio del centro storico e circa 7 mila nuovi posti auto per la fascia turistica da nord a sud per un totale di 10.640. Il fine ultimo è passare dai 5.3 veicoli per posto auto di oggi ai 3.4 veicoli del 2010. Per quanto riguarda il centro storico l’indicazione fondamentale è quella di realizzare, con lo strumento del project financing, un grande parcheggio interrato da oltre 1000 posti auto nell’area Valturio che abbia anche la funzione di riqualificare arredo urbano, verde e servizi su quell’asta. Ciò consentirà di liberare dalle auto gran parte di piazza Malatesta, Castel Sismondo (con il ripristino dell’originario fossato) e Teatro Galli, consentendo la piena e sicura fruizione di questa vera e propria piazza naturale da parte dei cittadini, ideale pendant alla pedonalizzazione del Ponte di Tiberio. Le nuove aree di sosta a servizio del Palazzo dei Congressi (circa 2 mila posti auto) dovranno essere messe in rete, attraverso collegamenti efficaci, rapidi, ecologici e esteticamente gradevoli, con il centro storico. Il potenziamento della sosta in area turistica passa innanzitutto attraverso l’accordo con la componente privata (in primis, albergatori) per l’utilizzo in tal senso di spazi da riqualificare (comprese aree in fregio per posti interrati) per parcheggi di attestazione con efficienti servizi di collegamento. L’esperimento fatto nel 2005 nell’area ‘Settebello’ è in questo senso qualcosa di più di un’incoraggiante indicazione.

Seconda leva: la riorganizzazione delle aree di sosta esistenti. Pur considerando la criticità che si registra nelle due giornate di mercato, la percentuale di riempimento complessiva delle aree di sosta resta mediamente di poco superiore al 50%. C’è magari da invertire una propensione culturale diffusa che vede nel parcheggio a un metro dalle proprie esigenze l’unico sbocco, ma come Ente pubblico dobbiamo operare concretamente affinché venga ottimizzato in maniera omogenea l’utilizzo degli spazi esistenti, incrementando nella legislatura la percentuale di riempimento del 15-20%. Come? Tre le azioni principali: 1) un sistema informativo circa la disponibilità di posti auto lungo le arterie viarie principali più visibile, innovativo e convincente; 2) una politica tariffaria che incentivi realmente la sosta nei parcheggi di attestazione; 3) una rete di collegamenti con il centro e le aree di pregio con frequenza elevata e portata avanti con mezzi ecologici e caratteristici dedicati e la disponibilità nei parcheggi scambiatori, tramite un sistema semplice per il noleggio, di almeno mille biciclette; 4) un deciso impulso, attraverso incentivi e nuove formule di offerta, del sistema di car sharing

Terza leva: il potenziamento del trasporto pubblico e della mobilità lenta. Secondo gli ultimi dati (indagine ISPO 2005) il 10,3% degli spostamenti nel Comune di Rimini avviene con mezzi pubblici mentre il 44% utilizza l’auto. Porsi come obiettivo credibile la crescita al 15% del trasporto pubblico, accompagnata da un’analoga diminuzione nell’uso dei veicoli privati, significa ‘togliere’ potenzialmente dalla strada 2000 auto al giorno, con evidenti benefici anche sul sistema della sosta. Per fare ciò bisogna individuare nuove forme di agevolazione tariffaria (penso al biglietto unico già sperimentato in un breve periodo temporale per ‘Centro facile’), incentivi economici per favorire i lavoratori che utilizzano il mezzo pubblico per recarsi al posto di lavoro, un progressivo aumento dei percorsi protetti per il trasporto pubblico, una riorganizzazione delle corse in grado di rispondere puntualmente alle richieste (di lavoro, professione, scuola, tempo libero) della comunità, lo sviluppo di soluzioni di intermodalità (a partire dai transit point). Sempre secondo l’ISPO il 26,9% dei riminesi utilizza per la bicicletta per muoversi. E’ un dato importante che va incrementato nel corso dei prossimi cinque anni del 10% almeno. La rete di piste ciclabili è passata in cinque anni da 29,3 a 48,4 chilometri con una programmazione avviata che, da qui al 2010, vedrà la realizzazione di 5 chilometri all’anno. E’ uno sforzo notevole che però deve essere accompagnato da un salto di qualità ulteriore: prevedere un piano ragionato della rete ciclabile che abbia come obiettivo la sua massima funzionalità per i percorsi che portano ai luoghi di lavoro (scuole e uffici) e ai luoghi di aggregazione. Grazie a questo, molte altre auto (specie in alcuni periodi dell’anno) potranno restare nel garage di casa, consentendo un ulteriore beneficio sulle politiche della sosta cittadina.



Alberto Ravaioli


   

 

LA CITTA’ SOLIDALE DELLE OPPORTUNITA’ (E NON DEGLI OPPORTUNISMI)
 
 

Nel governo di una Città, l'ideale e l'immaginazione si devono unire strettamente alla concretezza per raggiungere gli obiettivi auspicati. Rimini dal 2001 ha potuto godere- tramite la partecipazione e il coinvolgimento attivo di una forte rete di attori sociali- di un incremento qualitativo e quantitativo nell'offerta dei servizi, con un aumento del 52% della spesa sociale, ovvero da 8,7 a 17,15 milioni di euro. Per ogni cittadino si è così passati da una spesa pro capite di 194, 98 euro ad una di 266,91 euro.
Questo sviluppo rappresenta un chiaro indizio di quelle che sono le priorità assunte in questi anni di governo. L'obiettivo futuro è quello di rendere strutturale tale incremento di servizi, rafforzando ulteriormente nelle politiche di bilancio il settore sociale con una progressione annuale media del 5% (doppia rispetto all’indice inflattivo) sino al 2011. 

La mia idea di Rimini -Città solidale- nasce da una lettura unitaria dei bisogni, degli obiettivi e dalla scelta della modalità organizzativa per rafforzare i servizi alla famiglia, agli anziani, per l'accoglienza, per i più deboli. Con un elemento di fondo inderogabile: per garantire un pieno ed effettivo diritto di cittadinanza è necessario proseguire sulla strada della concertazione con le forze sociali e sindacali, il terzo settore, le associazioni, il volontariato, la cooperazione sociale.
Al centro di un città solidale trovano così spazio politiche a sostegno della famiglia e dei loro anziani, azioni efficaci di contrasto all'incedere preoccupante delle nuove forme di povertà, e servizi moderni di integrazione e accessibilità.
L'assistenza domiciliare per gli anziani ha registrato un aumento del 36% delle ore a disposizione e le liste e i tempi di attesa nelle strutture specializzate sono stati ridotti del 50%.
Le badanti (che in questi anni sono state un aiuto fondamentale per le famiglie affinché riuscissero nel loro intento di mantenere a domicilio i propri cari), lungi dall'essere un problema sociale, rappresentano una risorsa da formare e potenziare, riconoscendogli un ruolo ragguardevole nel progetto assistenziale dei nostri anziani. È anche con questa risorsa che nel mio ideale di città l'Assistenza domiciliare, attraverso il potenziamento e la qualifica delle professioni sociali, si configura come punto di forza per un sostegno fondamentale alle famiglie. 

Quello che viviamo è un periodo di grandi cambiamenti economici e sociali; è qui che l’ideale deve lasciare spazio alla ricerca e all'analisi della società. Le nuove povertà, oltre che una grave emergenza sociale (anche perché si sommano e non sostituiscono alle vecchie povertà) sono un fenomeno di difficile lettura. Per questo tra gli strumenti di lavoro da inserire nel programma di governo di Rimini vi è quello di un "osservatorio per le politiche sociali e le nuove povertà" che sappia monitorare questi fenomeni, rendendo possibile una migliore e puntuale programmazione di interventi a sostegno del reddito quali sgravi fiscali, sussidi economici, riduzione delle tariffe di alcuni servizi, assegnazioni di libri scolastici in comodato gratuito, trasporto urbano gratuito. 

La famiglia, così come emerge dal programma nazionale dell’Unione, va difesa da queste nuove forme di rischio di impoverimento. La responsabilità pubblica nei confronti della famiglia si integra e si completa con le reti di solidarietà familiare, le forme di auto-organizzazione della famiglia e i diversi soggetti del Terzo settore, realizzando un rapporto di autentica cooperazione- sussidiarietà in cui le istituzioni sono al servizio della piena realizzazione e affermazione dell'autonomia e della soggettività della famiglia. Detto questo, l’impegno del Comune per i prossimi anni dovrà essere anche quello di rafforzare decisamente gli incentivi e le esenzioni tributarie verso le famiglie numerose o con particolari problematiche.

La nostra è una città molto ricca dal punto di vista dell'associazionismo, del privato sociale, della cooperazione, una città particolarmente sensibile alle tematiche sociali sulle quali si stanno creando competenze, strutture e servizi di alto livello.
Questo è il contesto con cui si deve interagire e lavorare insieme per la costituzione di un 'tavolo sociale permanente' che coinvolga i soggetti pubblici e privati 'portatori di interesse' nella valutazione periodica dell'efficacia delle azioni svolte, a garanzia di una piena partecipazione di tutti e di una condivisione democratica di quello che è l'impegno comune per il bene dei cittadini.
Una Città solidale deve essere prima di tutto una città che accoglie. Per fare di Rimini una città aperta alle esigenze di tutti è necessario definire l'attuazione di un piano di accessibilità urbana (nuovi mezzi, punti di mobility service, ampliamento di parcheggi, informazioni puntuali) che completi l'articolato processo di piena integrazione dei diversamente abili nel tessuto cittadino. A ciò bisogna aggiungere il rafforzamento delle tutele, dei controlli e delle prescrizioni per l'eliminazione delle barriere architettoniche in tutte le nuove edificazioni, sia pubbliche che private. Altrettanto importante sarà prevedere un fondo comunale o comunque agevolazioni tributarie che, insieme ai finanziamenti regionali, diano un sostegno forte alle ristrutturazioni di immobili finalizzate ad eliminare le barriere architettoniche.
La Rimini a cui guardo è una città aperta a tutti, che con nuovo entusiasmo continua a costruire, insieme ai valori e agli ideali, i servizi e le opportunità che determinano la qualità di un luogo di piena e solidale cittadinanza.


Alberto Ravaioli
   

   
 
LA CULTURA, VETTORE DI SVILUPPO


   
  Gli investimenti operati in questi cinque anni di governo del centro-sinistra hanno dato alla cultura una centralità inedita nella realtà riminese. Il percorso va proseguito, consolidato e implementato, a partire dalla considerazione che fare cultura è un compito di civiltà e civismo. E, ancora, cultura significa ricerca (personale e collettiva) che stimola la curiosità. E curiosità e ricerca assieme sono non solo stimoli di crescita ma anche voglia di andare oltre il conformismo. 

In pochi anni sono stati investiti 25 milioni di euro per il recupero e la riqualificazione dei contenitori culturali, le cinghie di trasmissione che hanno consentito un sensibile incremento dei servizi, delle occasioni, delle iniziative, del dialogo culturale dentro e fuori Rimini. Su questo solidissimo lavoro va impostata un’azione ficcante e coordinata sui quattro settori principali: cinema, teatro, arti visive, musica- potenziando un metodo che deve essere bussola: sistematizzare il rapporto di integrazione-cooperazione con le migliori forze culturali cittadine per giungere, nel più trasparente interesse pubblico e con verifiche sui risultati, ad un incremento dell’offerta culturale complessiva. 

Le politiche culturali per il prossimo quinquennio non possono prescindere dal restauro del Teatro Galli. Tra le priorità del mandato deve essere posta l’inaugurazione della struttura secondo il progetto Cervellati entro la legislatura, definendo contemporaneamente la gestione e l’attività da svolgersi in stretta relazione con l’obiettivo di fondo: la cultura è un fondamentale vettore di sviluppo in termini di valori etici-identitari di una comunità e persino di opportunità imprenditoriali/economiche. 

Parto dunque dal Galli- operazione sicuramente complessa sul versante dei finanziamenti ma non più dilazionabile - per estendere l’orizzonte sulle prospettive della cultura nella nostra città. Per questo fondamentale sarà creare occasioni di dibattito e confronto (un vero e proprio ‘tavolo permanente per la cultura’) dove l’ente pubblico, il nuovo istituto ‘Musica, teatro, eventi ’ e l’associazionismo culturale possano confrontarsi sulle scelte, sulle strategie, stimolando nel contempo una partecipazione a largo raggio. Provo a sintetizzare per sommi capi.

Il cinema e Federico Fellini. Entro il 2009 va aperta la nuova Casa del Cinema presso Palazzo Valloni, arricchita dal restauro della sala cinematografica Fulgor da parte del premio Oscar Dante Ferretti e dallo spostamento negli stessi spazi del centro studi felliniani e della sede della Fondazione Fellini. Entro il 2006 va definito un progetto di salvaguardia e valorizzazione delle sale cinematografiche del centro storico attraverso un sostegno al cinema di qualità nella cineteca e nelle sale private, prevedendo una comunicazione unitaria e integrata.

Le attività teatrali. Va da subito programmato un sostegno economico comunale che sia finalizzato alla creazione di una vera e propria ‘rete di teatri’ capace di valorizzare le esperienze più interessanti in sinergia con l’attività istituzionale.

Le arti visive. Rimini punto di riferimento dell’arte contemporanea è un elemento da valorizzare con progetti ad hoc: penso alla creazione di un rapporto pubblico-privato che, attraverso lo strumento delle convenzioni, moltiplichi gli appuntamenti di qualità e gli spazi espositivi dedicati all’arte visiva contemporanea e auspico un coinvolgimento degli artisti più innovativi e importanti del territorio in progetti di riqualificazione urbana e comunicazione.

Le musica. La Sagra Musicale Malatestiana è destinata ad esprimere tutto il suo potenziale allorché sarà realizzato il nuovo Auditorium. Sulla lirica, va rafforzata e potenziata con iniziative puntuali l’attività dei cori e del ricco associazionismo cittadino. Per quanto riguarda la musica contemporanea va, a mio avviso, definita una volta per tutte la questione dello spazio deputato ad ospitare concerti importanti.

Altri obiettivi: entro il 2006 andrà definito un progetto di ammodernamento della Biblioteca Gambalunghiana; nel 2007 dovrà essere terminato il recupero della Domus del chirurgo; nel 2008 sarà terminata l’ ala moderna e contemporanea del Museo della città. Sono stato breve ma torno ad esprimere un concetto basilare: la cultura è leva di sviluppo di una comunità ed è dunque la comunità nella sua interezza che deve essere coinvolta nella cultura. E il Galli che vogliamo restaurare entro il 2011 può essere il nostro simbolo.



Alberto Ravaioli
 


Ci sono sicuramente tutte le condizioni per fare un buon lavoro nei prossimi cinque anni .......


 

Il Sindaco di Rimini Alberto Ravaioli ha incontrato questa mattina Giuseppe Chicchi e Ermanno Vichi, candidati alle elezioni per la Camera dei Deputati nella lista dell’Ulivo.

Durante l’incontro, svoltosi in un clima molto cordiale, si è affrontato il tema dell’ulteriore rafforzamento delle relazioni tra territorio riminese e i suoi rappresentanti al Parlamento Italiano soprattutto per centrare gli obiettivi inerenti: grande viabilità, aeroporto, riqualificazione turistica e riqualificazione ambientale.

“Ci sono sicuramente tutte le condizioni per fare un buon lavoro nei prossimi cinque anni" - dichiara il Sindaco Ravaioli -. Sarà strategico per i nostri obiettivi mantenere un’altissima qualità e quantità del rapporto con Roma. In questo senso sarà fondamentale l’apporto dei nostri rappresentanti al Parlamento.”


















 

La ricorrenza civile del 25 aprile 
è uno dei cardini della nostra Repubblica
 
Lunedì 24 aprile 2006

Dichiarazione di Alberto Ravaioli, candidato sindaco di Rimini:

“La ricorrenza civile del 25 aprile è uno dei cardini della nostra Repubblica, della nostra democrazia. Nel celebrarla con il rispetto e l’importanza che merita, vanno altresì ricercati i nuovi significati connessi a questa giornata.
Io ritengo che con il 25 aprile si celebri il desiderio quotidiano di partecipazione dei cittadini alla costruzione e al futuro del nostro Paese, delle nostre città. E la volontà di ricercare nuove forme di democrazia partecipativa è proprio uno degli elementi qualificanti del programma elettorale dell’Unione per le amministrative riminesi del 28 e 29 maggio 2006. 
Tra le priorità programmatiche è infatti indicato, il ‘promuovere e attivare percorsi partecipati affinché si costruisca una cultura di governo in cui sia costantemente presente il ben vivere degli abitanti, il futuro della città e del territorio’.
Occorre nei prossimi cinque anni allargare l’orizzonte dei tradizionali sistemi di partecipazione, individuandone anche di nuovi. E non solo quando davanti si parano problemi: è nella costruzione delle idee e dei progetti, è nella condivisione degli obiettivi che va costantemente informata e interpellata la comunità riminese. Il ruolo dei Quartieri è prezioso in questo senso e va ulteriormente rafforzato attraverso gli strumenti canonici anche rivisitati (la concertazione e il confronto sulla redazione del piano degli investimenti, la rivisitazione di alcune esperienze di ‘bilancio partecipato’, il rafforzamento dei percorsi di Agenda 21 nelle Circoscrizioni, l’allargamento sperimentale della delega di funzioni ai Quartieri) ma è in settori non usuali che va impostato un lavoro di ‘ascolto’ ancora più capillare. Sul governo del territorio, ad esempio, le scelte strategiche che si andranno a compiere da subito con il Piano strutturale comunale dovranno essere puntualmente accompagnate dall’ampliamento del dialogo con la cittadinanza e i soggetti portatori di interesse, utilizzando in primo luogo le possibilità offerte da Agenda 21 locale. Non solo: nel programma di mandato viene proposto il rilancio del referendum consultivo per le decisioni che vanno a incidere stabilmente sul futuro della città. Con molta serenità e senza alcun timore, con responsabilità e voglia di confrontarsi anche con il dissenso costruttivo e nel pubblico interesse. Tutto ciò, insieme all’incremento dell’informazione e dei suoi canali al fine di avere una adeguata e costante ricognizione sui servizi e sulle opportunità, stimolerà una maggiore partecipazione e appartenenza alla vita e al futuro della nostra città.”


 

Turismo e destagionalizzazione
 
Mercoledì 26 aprile 2006 

Dichiarazione di Alberto Ravaioli, candidato sindaco di Rimini.

“La notevole affluenza di ospiti registrata durante le recenti festività pasquali e il lungo ‘ponte’ del 25 aprile, è certamente un segnale positivo e di buon auspicio per la stagione estiva ormai imminente. Al di là di ogni fatto contingente, si tratta dell’ennesima conferma circa la bontà della direzione intrapresa in questi ultimi anni per quel che riguarda le politiche dell’accoglienza. 
La cosiddetta destagionalizzazione, frutto in buona parte degli interventi sulla rete infrastrutturale, continua a rivelarsi scelta efficace e vincente. 
I tanti eventi diffusi sul territorio già dai mesi primaverili, uniti alla piena attività di opere strategiche (in primis la Fiera e la Darsena), all’impareggiabile cultura dell’ospitalità riminese, alla riqualificazione e innovazione operata negli ultimi anni dal comparto privato, continuano ad essere la locomotiva di un sistema turistico non solo capace di ‘reggere la sfida’ anche in anni di palese stagnazione nazionale ed internazionale, ma anzi di rilanciare e conquistare spazi di mercato prima impensabili. 
Su questa linea occorre continuare ad ideare, progettare e investire: è l’incremento della dotazione delle infrastrutture strategiche, dei servizi all’ospite, del turismo sostenibile la pietra angolare di un futuro turistico della Riviera di Rimini, che non potrà non giocarsi su tavoli nazionali e internazionali.

Per questo, tra le priorità di governo per Rimini nei prossimi cinque anni, spicca il completamento delle grandi opere, ora in fase di realizzazione: il nuovo Palazzo dei Congressi entro la primavera del 2008, il recupero funzionale del sistema delle colonie (Polo del benessere a Miramare e Murri) entro la fine dello stesso anno, il restauro nel medesimo lasso temporale dei grandi contenitori culturali (Domus romana, Casa del Cinema/Fulgor, Museo Fellini), una radicale riqualificazione e ammodernamento dell’impiantistica sportiva, l’attuazione puntuale del nuovo Piano Spiaggia
Ognuno di questi è un vettore di sviluppo, la cui importanza potrà essere ulteriormente amplificata se saremo capaci di fare ancora più ‘sistema’, pensando ogni intervento sul territorio (anche il più piccolo) in chiave di accoglienza. Nel programma di mandato spicca allora la creazione di una vera e propria ‘cabina di regia locale’, all’interno della quale venga favorita e stimolata la concertazione fra la componente pubblica e quella privata (così come, ad esempio, è stato fatto per Fiera. Agroalimentare e Palacongressi) in merito agli orientamenti e le scelte legate al sistema turistico riminese. In questo modo si riusciranno a superare le divisioni tra i soggetti coinvolti nel ‘fare turismo’, pubblici e privati. 
Compito del pubblico dovrà anche essere quello di incentivare i processi di riqualificazione turistica, premiando la qualità, la sostenibilità ambientale e l’innovazione dei progetti. Credo che uno dei fulcri di tale obiettivo sia l’attivare strumenti finanziari (legati soprattutto alla capacità del Governo Prodi di rinvigorire Sviluppo Italia), per il sostegno ai gestori affittuari che volessero acquistare la struttura ricettiva. Condizione basilare questa per investire e riqualificare.
Andiamo sempre più verso una Rimini capitale dell’accoglienza, del benessere e dei servizi alla persona per dodici mesi all’anno. Questo, insieme al rilancio del nostro mare e dell’offerta balneare, garantisce il futuro turistico della nostra comunità.”
 

La popolazione anziana protagonista
 
giovedì 27 aprile 2006 

Dichiarazione di Alberto Ravaioli, candidato sindaco di Rimini.

"Gli ultimi dati Istat confermano che la popolazione del nostro Paese è sempre più anziana: un italiano su cinque risulta avere superato la soglia dei 65 anni. Quanto rilevato dall'Istituto di Statistica si offre ad una duplice lettura.
Che l'età media si sia notevolmente allungata è certamente positivo, una conquista frutto della buona qualità della vita, unita ai passi da gigante fatti dalla ricerca, dalla medicina, dalle odierne possibilità di assistenza e di cura.
D'altro canto, questi dati impongono allo Stato e alle amministrazioni locali di mettere in atto politiche adeguate a sostenere questa crescente compagine sociale, nei servizi, nelle aspirazioni e nelle soluzione alle diverse problematiche.
In questo senso molto è stato fatto negli ultimi cinque anni ma altrettanto dovrà essere attuato da qui al prossimo lustro.
Tra le nostre priorità programmatiche un posto di rilievo è occupato dal promuovere la cultura della valorizzazione delle persone anziane, attribuendo loro un ruolo da protagonisti nella società riminese, mirato al rafforzamento delle reti sociali e delle opportunità di aggregazione e di relazione.
Ciò si esplica innanzitutto in un incremento dei servizi per la terza età. Nel dettaglio:

- l'adeguamento allo standard regionale del 3,5% del rapporto tra ultrasessantacinquenni residenti e posti disponibili in RSA attraverso la realizzazione di nuove strutture di accoglienza;
- il potenziamento e la qualificazione dell'assistenza domiciliare;
- il rafforzamento dei centro sociali per anziani;
- l'incremento dei servizi di telesoccorso e di teleassistenza e dei
sostegni economici erogati per sostenere la permanenza a domicilio delle persone;
- la riqualificazione dei servizi sanitari ed ospedalieri a sostegno
della permanenza degli anziani in famiglia o nei loro contesti sociali e territoriali.
A tutto questo si aggiunge una politica tributaria che andrà a rinforzare il 'pacchetto' di esenzioni e riduzioni della tassazione locale nei confronti dei pensionati e un'attenzione capillare verso tutto ciò che è famiglia, in ogni sua componente.
Ma vogliamo anche investire risorse e impegno verso una serie innovativa di iniziative: riorientare la città (il suo arredo, la sua mobilità, i suoi servizi) per tutti coloro che hanno difficoltà a muoversi; favorire il collegamento di realtà di socialità con il volontariato; definire strumenti nuovi che tutelino il potere d'acquisto con la collaborazione delle Categorie Economiche.
Enti pubblici, soggetti privati e l'enorme patrimonio dell'associazionismo sociale riminese saranno chiamati sempre più a impegnarsi insieme e in sinergia su questi temi.
Essere anziano non significa abdicare a vivere la città in tutti i suoi aspetti, non significa essere circoscritto in un 'ghetto'. La sfida che ci proponiamo per i prossimi cinque anni è quella di lavorare ancora più intensamente per lo sviluppo delle opportunità di inserimento sociale e di sostegno relazionale e culturale degli anziani.
Gli anziani sono un patrimonio per tutta la comunità, protagonisti attivi nella costruzione delle reti sociali. Sono nonni che badano i nipotini, sono persone che 'sanno', la cui memoria storica è un patrimonio da valorizzare e che 'sanno fare', che possono fornire continuamente spunti interessanti alle nuove generazioni.

La socializzazione è uno strumento fondamentale come misura di contrasto all'isolamento e al disagio della terza età, che significa anche attribuire qualità al tempo, e buona qualità della vita fino alla fine della vita stessa per l'intera comunità."
 

   Il 1° Maggio e il lavoro
 
venerdì 28 aprile 2006 

Dichiarazione di Alberto Ravaioli, candidato sindaco di Rimini.

"Lunedì primo maggio verrà celebrata nel Paese la giornata dei lavoratori: una festa che anche quest’anno offre lo spunto per più di una riflessione sul tema più generale del lavoro. La solidarietà, i diritti, le condizioni di lavoro sono argomenti che, da sempre, accompagnano la celebrazione di questa giornata e che oggi si ripropongono, contestualizzati, allargando la riflessione su versanti più che mai attuali. 
Il lavoro è una delle sicurezze su cui si fonda l’esistenza dei cittadini e delle famiglie, per poter investire sul futuro, fare progetti a medio e lungo termine, per garantire dignitose condizioni di vita a sé e ai propri figli. 
In Italia la preoccupazione e l’incertezza per il lavoro esistono; è un dato di fatto. E chi teorizza definendo ‘flessibile’ un lavoro che sarebbe più giusto chiamare ‘precario’, fa un uso improprio delle parole e degli eufemismi. Non si può più pensare solo in termini di mero sviluppo aziendale, ma all’effettivo bisogno delle persone e delle famiglie perché è su questo che si fonda principalmente la speranza di sviluppo del Paese.

Dobbiamo allora mettere in atto tutte le iniziative e i programmi che garantiscano il mantenimento e l’accrescimento del lavoro: questa è la priorità per il prossimo lustro.

Non c’è dubbio che la crisi economica nazionale ed internazionale degli ultimi anni abbia sfiorato anche il territorio riminese, la cui economia è, perlopiù, basata sullo straordinario tessuto della piccola e media impresa. Crisi di aziende importanti si sono verificate anche nella nostra provincia, con immediati riflessi sui livelli occupazionali. 
Ma se abbiamo, nella sostanza, tenuto meglio di altri territori lo dobbiamo alle scelte strategiche compiute dalla fine degli anni Novanta ad oggi, le quali hanno già consentito di non perdere terreno sul fronte della competitività (nell’ultimo quinquennio si è comunque registrata una crescita del numero delle imprese). 
Il completamento della rete infrastrutturale è dunque la pietra angolare di questo complesso processo che ha immediati benefici sull’occupazione locale e sull’intera comunità: tra il 2007 e il 2008, attraverso la realizzazione del Palacongressi e del Polo del Benessere a Miramare e il recupero dell’ex colonia Murri verranno creati almeno 1200 nuovi posti di lavoro tra diretti e indotto. 
Oltre a ciò tra le priorità programmatiche dell’Unione per Rimini stanno:

- Avviare una concreta politica di sostegno al reddito a favore dei lavoratori messi in cassa integrazione o in mobilità a seguito di crisi aziendali o di fallimenti. Si può pensare a agevolazioni tariffarie, sostegno all’affitto, pacchetti di servizi gratuiti;
- Mettere in atto disincentivi urbanistici alle aziende che chiudono i battenti, negando cambi di destinazione d’uso a fini speculativi;
- Costruire un ‘Tavolo dell’occupazione’ attorno al quale, periodicamente Comune e Provincia di Rimini con le Organizzazioni sindacali possano confrontarsi sulla situazione e sulle prospettive;
- Rafforzare lo strumento della concertazione anche per affrontare le emergenze aziendali e lavorative.

Un capitolo a parte, strategico, lo riveste tutto il tema della qualità del lavoro e del rispetto dei diritti dei lavoratori. Per questo è nostra intenzione nel prossimo lustro:
- Irrobustire la collaborazione comunale verso gli organi ispettivi deputati alla verifica delle leggi in materia di regolarità e sicurezza del lavoro
- Procedere a rigorosi controlli circa il rispetto delle normative nei confronti delle imprese che si aggiudicano appalti comunali
- Adoperarsi per ottenere l’adeguamento delle forze ispettive in capo ai diversi servizi di vigilanza
- Promuovere una concertazione tra le parti sociali orientata alla piena affermazione dei diritti dei lavoratori”
 

   
La città
accessibile a tutti

 
martedì 2 maggio 2006 

Dichiarazione di Alberto Ravaioli, candidato sindaco di Rimini.

Questa mattina, il candidato sindaco Alberto Ravaioli ha incontrato presso
la sede del Comitato Elettorale i responsabili delle Associazioni degli
invalidi civili e del lavoro. Per L'ANMIC (Associazione Nazionale Mutilati e
Invalidi Civili) il Vice Presidente Raffaele Canarecci e per L'ANMIL
(Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del lavoro) il Presidente Remo
Protti. Sono state affrontate le priorità e le problematiche legate all'
impegno delle associazioni che tutelano i disabili in ogni loro necessità ed
operano con le istituzioni pubbliche al fine di garantire alle persone con
problematiche fisiche e patologiche un adeguato sostegno, contro ogni forma
di emarginazione.

"La Rimini dell'ultimo quinquennio - spiega Ravaioli- ha posto come impegno
centrale della sua attività i principi dell'ospitalità e dell'accoglienza,
allargandoli ai concetti d'integrazione e di sostegno della persona umana
con i suoi bisogni e i suoi disagi. La promozione della dignità umana, il
sostegno ed il recupero della qualità della vita sono state le direttrici di
una politica sociale che ha dato grandi soddisfazioni e risultati.
Tra le priorità programmatiche dell'Unione per Rimini 2006-2011 c'è la
volontà di mettere in atto quelle iniziative e quei programmi che
garantiscano a tutti i cittadini una maggiore integrazione, con particolare
attenzione alle fasce più deboli. La città solidale è essenzialmente un
sistema di relazioni umane e quindi dei servizi (prodotti direttamente o
sostenuti indirettamente attraverso il privato sociale) che garantiscono il
diritto di cittadinanza.

In definitiva è la città accessibile a tutti la nostra priorità.

Rafforzeremo il nostro impegno a favore dei diversamente abili, pienamente
consapevoli che prendersi cura di una persona è come donargli la vita una
seconda volta.

Nel dettaglio ci impegniamo a attuare:

- il vincolo dell'eliminazione delle barriere architettoniche per
tutte le nuove edificazioni, sia pubbliche che private

- la previsione di un fondo comunale o comunque di agevolazioni
tributarie per le ristrutturazioni di immobili finalizzate ad eliminare le
barriere architettoniche

- ampliare il compito della commissione barriere architettoniche
con l'attivazione di forme di controllo partecipato nella fase di collaudo
delle opere pubbliche di nuova realizzazione e di adeguamento o di messa a
norma

- la definizione e attuazione di un piano di accessibilità urbana
(nuovi mezzi, punti di mobility service, ampliamento di parcheggi,
informazioni puntuali) che completi l'articolato processo di piena
integrazione dei diversi abili nel tessuto cittadino

- il procedere sul versante delle politiche a favore dei
'diversamente abili' a un ulteriore salto di qualità nei modelli di
governance del welfare municipale ove la massima chiarezza e correttezza dei ruoli tra le istituzioni locali e il terzo settore porti a un forte rilancio
delle concertazione e della coprogettazione, nella forme di più ampia
partecipazione e trasparenza entro un quadro di regole condivise e valide
per tutti

- avere un ruolo attivo nel favorire l'inserimento al lavoro dei
disabili e riconoscere il ruolo insostituibile in questo senso che svolge la
cooperazione sociale

- il sostegno alle famiglie con persone non autosufficienti,
attraverso servizi di sollievo

- il potenziamento, con l'ausilio dell'associazionismo, dei centri
di informazione in particolare per ciò che riguarda le procedure per
ottenere sgravi fiscali

L'impegno della prossima legislatura va quindi dall'implemento dell'
assistenza nelle strutture specializzate, alla creazione di sportelli
informativi in collaborazione con altri enti e strutture pubbliche
usufruendo del grande patrimonio umano e di conoscenze fornito dal mondo
dell'associazionismo riminese e continueremo ad operare nell'ambito dell'
abbattimento delle barriere architettoniche.
L'applicazione dei principi di universalità, uguaglianza e solidarietà in
ogni aspetto della vita dei cittadini sono e saranno perennemente uno dei
fondamenti della nostra realtà territoriale che vede fra i fattori di
sviluppo quello legato alla persona e al suo benessere."

 

La città delle culture
 
mercoledì 3 maggio 2006

Dichiarazione del candidato sindaco Alberto Ravaioli

Cultura significa saggezza, capacità di discernimento, possibilità di
intravedere nel futuro sempre nuovi stimoli. La cultura ci da l'apertura
mentale e le basi per comprendere le dinamiche sociali ed economiche del presente per affrontarle con coerenza e consapevolezza. E' la cultura a caratterizzare lo sviluppo di una comunità, incrementandone il livello di civiltà e la ricchezza dei suoi valori. La nostra cultura è forte di radici solide, di un'identità che rappresenta il patrimonio sul quale continuare ad investire. Rimini è antica ed è sempre stata moderna e ha nel binomio tradizione/innovazione l'ingrediente principale del suo successo internazionale. Il nostro è un territorio più che mai legato ai valori, aperto all'Europa, al mondo e agli altri popoli, fiero della qualità della vita che ci contraddistingue pur connotandoci ormai come area metropolitana.
La Rimini che vogliamo, per la quale ci siamo impegnati in questi anni e per la quale ci impegneremo nel prossimo lustro, è una città delle culture, del sapere, del buon vivere, dell'uso intelligente del tempo.
Una città che, per storia e caratteristiche, non ha niente a che fare con Las Vegas.

Le nostre politiche culturali, per il quinquennio 2006-2011 saranno
caratterizzate da:

· completare la rete infrastrutturale culturale, a partire dall'avviare e inaugurare il recupero del Teatro Galli (secondo il progetto
finanziato dal Ministero dei Beni culturali ) entro la fine della
legislatura e dal riqualificare la Biblioteca Gambalunga.

· censire, conoscere e collegare le varie realtà culturali e
artistiche cittadine valorizzandole, incentivandole e dando opportunità di espressione e visibilità;

· lavorare per programmazioni culturali che integrino fra loro
operatori e spazi del pubblico e del privato, ottimizzando risorse e creando circuiti comunicanti, sia nello spettacolo che nel cinema che nelle arti
visive;

· sostenere e rilanciare il progetto di Rimini, tra le capitali dell'arte contemporanea e sperimentale; considerare decisamente le attività culturali che facciano leva su una forte identità quali parti fondamentali e integrate dell'offerta turistica complessiva

· creare un 'tavolo permanente per la cultura' di cui facciano parte i soggetti rappresentanti dell'associazionismo culturale per interfacciarsi a cadenza periodica con l'Ente pubblico e l'Istituzione 'Musica, teatro, arte'

· potenziare il rapporto di integrazione- sussidiarietà con le
migliori forze culturali cittadine che, nel più trasparente interesse
pubblico e con puntuali verifiche sui risultati, possa incrementare e
ottimizzare l'offerta culturale complessiva, sostenendo nel contempo la
nascita di nuove professionalità e posti di lavoro

· sostenere, attraverso un fondo comunale speciale, alla creazione di una vera e propria 'rete di teatri'

· tutelare e valorizzare l'attività delle sale cinematografiche in
centro storico attraverso la definizione e l'attuazione di un progetto
complessivo di sostegno al cinema

· inaugurare entro il 2009 della Casa del Cinema dedicata a Federico Fellini nel Palazzo Valloni

· creare una rete pubblico-privata che, attraverso lo strumento delle convenzioni, moltiplichi gli appuntamenti di qualità e gli spazi espositivi dedicati all'arte contemporanea sul territorio cittadino

· coinvolgere gli artisti più innovativi e importanti in progetti di riqualificazione urbana per dotare la città di 'segni' artistici di
modernità

· proseguire con il sostegno alla realizzazione della Sagra Musicale Malatestiana, destinata ad esprimere tutto il suo strategico potenziale allorché sarà realizzato il nuovo Auditorium

· confermare degli eventi- musicali e non- che in questi ultimi anni si sono imposti come punti di riferimento non solo provinciali:

· rafforzare e valorizzare ulteriormente le realizzazioni liriche, le
tradizionali manifestazioni estive e di capodanno, e l'associazionismo
relativo

· favorire la realizzazione del nuovo Auditorium in stretta relazione
con la Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini
 

La città delle famiglie
 
Giovedì 4 maggio 2006

Dichiarazione del candidato sindaco Alberto Ravaioli

La famiglia è un centro fondamentale di relazioni solidali, corresponsabili,accoglienti. E' il nucleo attorno al quale gravita la vita di ciascun
individuo, la sua educazione, il senso civico, la salvaguardia dei valori,fattori indispensabili per lo sviluppo di ogni comunità.
La famiglia necessita di sicurezze, che riguardano i servizi sanitari,scolastici ed educativi, politiche per la casa, tariffarie e tributarie che
consentano ai nuclei famigliari, specialmente a quelli più numerosi, di ricevere le necessarie garanzie di equità, sostegno, solidarietà.
Fra i fattori di sviluppo, le sicurezze per la famiglia sono una prerogativa imprescindibile e sulle quali si fonda una parte sostanziale del nostro
programma.
Le nostre politiche sulla famiglia, per il quinquennio 2006-2011 saranno caratterizzate per grandi linee da:
· Realizzazione entro il 2008 13 nuove sezioni per 200 nuovi posti all'asilo nido, in modo da portare il totale della disponibilità nelle
strutture comunali a 851
· sostegno- sulla scorta di quanto indicato dalla Legge Regionale 8/2004- all'offerta proveniente dai nidi privati, compresi gli 'asili nido aziendali', attraverso convenzioni mirate che garantiscano la massima
qualità di tali servizi ausiliari attraverso un forte ruolo di coordinamento e controllo da parte del pubblico, specie in termini di disponibilità,
formazione e aggiornamento del personale
· impegno a supportare i quartieri svolgendo, anche in collaborazione con diversi assessorati, una funzione di coordinamento a
garanzia di una vasta e qualificata offerta educativa
· collaborazione con le scuole anche per l'ottimizzazione dell' individuazione dei locali incentivi per tutte quelle iniziative che, se di
qualità, possono scaturire dal territorio (associazioni sportive,associazioni culturali, parrocchie)
· potenziamento del Centro per le famiglie e di tutte le iniziative- sanitarie, sociali e culturali- a sostegno della genitorialità
· attuazione del nuovo accordo per la tutela dell'infanzia, dell'adolescenza e della famiglia che consentirà una risposta immediata e
personalizzata a tutti i nuclei familiari alle prese con minori gravemente malati o problematici
· progressivo incremento delle risorse economiche per le esenzioni tributarie (introdotte nel 2006) destinate alle famiglie numerose
· riduzione Ici prima casa
· mantenimento e rafforzamento del Fondo comunale aggiuntivo- attuato nel biennio 2005-2006- che permette ad oltre 700 famiglie di Rimini di ridurre al 30% l'incidenza tra canone di locazione e reddito
· consolidamento dell'Agenzia pubblica per il reperimento degli alloggi finalizzata anche a fare incontrare l'offerta con la domanda delle
famiglie in emergenza abitativa
· verificare la possibilità di autorizzare cambi di destinazione d'uso per strutture dismesse o soggette a degrado urbano solo in presenza dell'impegno ad affittare, per almeno 15 anni, a canone concertato a famiglie
con particolari condizioni di reddito (es.monoreddito).
· sostegno alle Associazioni delle famiglie, contribuendo a far
fronte a particolari e impreviste necessità (malattia, tasse e libri
scolastici, perdita del lavoro)
· sostegno al finanziamento e all'accesso al prestito d'onore, per
completare gli studi e avviare piccole attività
· nell'ambito delle politiche abitative e economiche, prevedere quote
nelle graduatorie da destinare a giovani coppie e agevolazioni tributarie per la giovane impresa.
 

La città che vogliamo
 
Venerdì 5 maggio 2006

INCONTRO PUBBLICO

Domenica 7 maggio ore 17,00 Teatro degli Atti Rimini

Il candidato sindaco dell'Unione Alberto Ravaioli, domenica 7 maggio 2006 incontra i cittadini per la presentazione pubblica della Campagna Elettorale 'La città che vogliamo'.

Vi partecipano gli onorevoli Ermanno Vichi e Giuseppe Chicchi, neoeletti alla Camera dei Deputati e i candidati dell'Unione al Consiglio Comunale e ai consigli di Quartiere.

La città che vogliamo è il tema portante della campagna elettorale dell'Unione a Rimini, fondata sulla partecipazione, sulla salvaguardia delle sicurezze, sulla sostenibilità ambientale e la difesa del territorio, sulla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, sull'innovazione
turistica e sulle prospettive per i giovani.

Il programma di mandato ha l'ambizione- anche nella forma- di rappresentare qualcosa di più e di nuovo nel rapporto con l'intera comunità rispetto al tradizionale elenco di impegni. Non più un programma 'verticale' ma 'orizzontale', costruito su una sistematica rispondenza tra priorità e regole perseguite e azioni da realizzare nel quinquennio per raggiungerle, meccanismo questo che consentirà a tutti durante tutto l'arco della legislatura di verificare pressoché ogni giorno lo stato di attuazione del patto. Tale modalità di formazione del programma ha due immediate conseguenze: il vincolo al suo rigoroso rispetto da parte di tutte le forze che compongono la coalizione di governo cittadino e l'affermazione netta della figura del Sindaco quale garante di un metodo e di uno stile di lavoro fondati sui valori della democrazia, della corresponsabilità, della concertazione, dell'ascolto.

La realizzazione della città che vogliamo presuppone una solida unità d'intenti da parte delle forze politiche e sociali che si riconoscono nel programma e in questo progetto di città.

Questa la base anche per sviluppare una solida rete di rapporti a livello sovraprovinciale. Va definito con l'Ente regionale una piattaforma complessiva per lo sviluppo del territorio riminese e vanno perfezionate le relazioni con il Governo italiano e con la Repubblica di San Marino
attraverso l'istituzione di strumenti ad hoc e utilizzando in maniera sistematica la collaborazione attiva con gli eletti del nostro territorio in Parlamento e in Consiglio Regionale. Peraltro, dopo le elezioni politiche, è chiaro che il territorio riminese abbia- forse per la prima volta- una rappresentanza in Parlamento tra maggioranza e opposizione che per numero può diventare 'lobby' importante e positiva a favore della nostra realtà.
Ciò in modo da calamitare risorse e programmi sui nodi prioritari per lo sviluppo di Rimini, a partire da grande e media viabilità e tutela del patrimonio mare.

Su questo capitolo, nel programma di mandato, si propone:

· creazione di un tavolo politico-amministrativo mirato a portare avanti in maniera unitaria e univoca le istanze del territorio (specialmente quelle riguardanti questioni strategiche quali sanità, mobilità, teatro, aeroporto, politiche abitative e sociali) davanti a Regione e Governo
italiano 

· rafforzamento dei rapporti con la Repubblica di San Marino in vista di possibili sinergie su settori fondamentali dello sviluppo (in primis, turismo)

· ricerca della massima integrazione dei servizi con i territori limitrofi, a partire dalla Alta Valmarecchia e il Savignanese

· definizione di strategie comuni con i Comuni capoluogo della Romagna sulle aziende partecipate

· ricerca della massima condivisione e sinergia con la Provincia e i Comuni della provincia di Rimini su questioni strategiche

Per quanto riguarda i rapporti interni della coalizione, credo importante rispettare due condizioni cardine, di ordine sostanziale e metodologico:

· assunzione sistematica del metodo del confronto su tutte le iniziative amministrative qualificanti del programma di mandato e introduzione formale di un appuntamento mensile per la discussione dei temi all'ordine del giorno

· rispetto assoluto di quanto indicato dal presente programma di governo 2006-2011

La città che vogliamo è la città dove le forze politiche dialogano, si confrontano, sono protagoniste di una dialettica vivace ma poi sono capaci di trovare una sintesi. Che nel nostro caso è il programma di mandato. Più che un documento politico: un patto indissolubile con i riminesi.